Il fuoco di Sant’Antonio: Storia, tradizioni e medicina by Carlo Gelmetti

By Carlo Gelmetti

Il libro descrive l. a. storia di Sant'Antonio impede, il grande taumaturgo ed il fondatore del monachesimo cristiano. Molto prima che ciò fosse una pratica comune tra i fedeli, egli praticò l’ascetismo nel deserto advert imitazione di Cristo e le sue tentazioni demoniache descritte nella biografia scritta da Sant’Atanasio hanno costituito il tema favorito di molti pittori ed ispirato "La Tentation de Saint Antoine" di Gustave Flaubert. Padrone del fuoco e protettore degli animali, viene spesso raffigurato con accanto una fiamma ed un maialino, ragione in step with cui è anche chiamato "Sant’Antonio del porcello". Egli period il santo prediletto dai contadini ed inoltre patrono dei cestai, dei porcai, dei ceramisti e di molte altre professioni, ma period famoso soprattutto according to le sue capacità healing sì da divenire il santo taumaturgo according to eccellenza. Pertanto, dal Medio Evo al XIX period invocato consistent with curare le più dolorose piaghe che affliggevano l’umanità, soprattutto quelle più devastanti che furono chiamate "Fuoco di Sant’Antonio". Questo termine includeva molte malattie completamente diversified tra loro, ma che avevano in comune solo un dolore intollerabile. Tra queste, l’ergotismo, l’eresipela e l’herpes zoster sono i tre disturbi più importanti riconosciuti nei secoli. Ancora oggi, in Italia, l’herpes zoster è comunemente chiamato "Fuoco di Sant’Antonio". Di questa affascinante mistura di religione e medicina, di arte e tradizioni si legge in queste righe.

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Queste fatto può essere spiegato da almeno due circostanze: la prima è quella che la festa del Santo si identifica molto spesso con la festa del fuoco e la seconda è che moltissime città e paesi hanno proprio Sant’Antonio Abate come loro patrono. A quest’ultimo proposito sarebbe interessante verificare in che posizione si piazzerebbe il nostro in una classifica immaginaria, e abbiamo il sospetto che sarebbe uno dei santi con più patronage in assoluto. ). Tale festa si venne a localizzare in quel periodo dell’anno che coincideva, grosso modo, con il solstizio d’inverno.

E Marcello Zane dice che sul Garda lombardo il tegame di cottura veniva unto con l’olio e “spolverato di pan trito, veniva riempito da un composto formato da uova sbattute con zucchero, cui era stata aggiunta farina bianca, ancora dell’olio di oliva, sale e poco latte”. Questo è il chisöl. Sperando non se ne perdano la tradizione e la memoria. Le tradizioni culinarie legate al maiale, come si vede, dovevano essere altrettanto ricche, se questo animale fa capolino già nella preparazione dei pani di Sant’Antonio.

15) a semplici cartoncini da appendere ad un chiodo, alle immaginette classiche con la preghiera sul retro (Figg. 19). Ma quello che è più interessante ancora sono alcune stampe popolari che spiegano meglio di tanti discorsi lo stretto legame tra mondo contadino ed il nostro: Sant’Antonio Abate appare il protettore degli animali e quindi dei poveri contadini, a cui rende servizio salvandoli dagli incendi. Anche le statuette del nostro erano molto popolari nel ‘700 e nell’800 (Figg. 23). Musica Anni fa, negli scampoli di tempo concessi da un congresso medico, mi trovavo a visitare il piccolo paese abruzzese di Pescocostanzo, un tempo famoso ed importante perché segnava lo spartiacque tra Mar Tirreno e Mar Adriatico nello Stato della Chiesa.

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